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Alessandro Scarlatti: Ammore brutto figlio de pottana

Fra le oltre 700 cantate da camera di Alessandro Scarlatti che ci rimangono, questa è unica nel suo del dialetto napoletano e la sua stretta somiglianza alle scene comiche e agli Intermezzi del compositore. Anche l’esplicita indicazione della voce di tenore è un’altra caratteristica  inusuale. Solo altre quattro cantate da camera di Scarlatti richiedono allo stesso modo un tenore, ma sono collocate da Hanley fra i lavori di attribuzione incerta. Che queste inusuali caratteristiche qui coincidano non è sorprendente, se si considera il tradizionale uso della voce di tenore per i ruoli comici nell’opera del 17° secolo.
La partitura comprende la parte staccata del violoncello
Autore: Titolo completo: Ammore Brutto figlio de pottana Cantata in lingua napolitana per tenore e continuo Curatore: Antony Spiri Collana: Mnemes Organico: Soprano, Basso Continuo Tag:

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Fra le oltre 700 cantate da camera di Alessandro Scarlatti che ci rimangono, questa è unica nel suo del dialetto napoletano e la sua stretta somiglianza alle scene comiche e agli Intermezzi del compositore. Anche l’esplicita indicazione della voce di tenore è un’altra caratteristica  inusuale. Solo altre quattro cantate da camera di Scarlatti richiedono allo stesso modo un tenore, ma sono collocate da Hanley fra i lavori di attribuzione incerta. Che queste inusuali caratteristiche qui coincidano non è sorprendente, se si considera il tradizionale uso della voce di tenore per i ruoli comici nell’opera del 17° secolo.
Non si conosce con sicurezza l’anno di composizione della cantata. L’irregolare disposizione dei recitativi e brevi arie sarebbe del tutto atipica per una cantata di Scarlatti che si collochi posteriormente agli anni 90 del XVII sec. Tuttavia appare molto probabile che la cantata sia stata scritta solo dopo il ritorno di Scarlatti a Napoli all’inizio del 1709, ma non dopo il 1718, quando egli lasciò Napoli per ristabilirsi a Roma. Il pubblico teatrale aveva solo da poco cominciato a richiedere commedie dialettali dopo il 1700 circa.La situazione presentata in “Ammore, brutto figlio de pottana” è tipica della normale cantata arcadica come anche delle scene comiche di un’opera napoletana o intermezzo. L’ortolano Ciccio, che si strugge d’amore per Zezza, è disperato per la sua mancanza di mezzi. La rappresentazione della povertà di Ciccio è naturalmente intesa anche come metafora della sua mancanza di virilità. Vari vegetali sono  usati sempre per riferirsi agli organi sessuali.

Rec.: Ammore, brutto figlio de pottana
Aria (Adagio): Me facea lo fatto mio
Rec.: Mprimma portava l\’attaccaglie d\’oro
Aria (a tempo giust): Vennea turzo de canale
(Presto): Brutto mostaccio
Aria (…): Via, via Zezza contentammo sto cecato
Aria (Minuetto Allegro): Lattuca bella non nasce affè

La partitura comprende la parte staccata del violoncello
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